lunedì 29 febbraio 2016

Febbre alta: amica o nemica?

Questo inverno è stato caratterizzato da influenze con febbri molto alte. Ho sentito diverse mamme correre al pronto soccorso per picchi da 39.8° che non scendevano nemmeno con farmaci antipiretici. Io stessa ho dovuto far fronte a questa situazione con entrambe le mie piccole.
La febbre alta fa paura principalmente perchè può provocare convulsioni, soprattutto nei bambini piccoli. Più esposti a questo rischio sono i bimbi dai 13 mesi ai 3 anni di età in quanto, nel loro cervello in continua evoluzione, le sinapsi eccitatorie sono già sviluppate o in via di sviluppo al contrario di quelle inibitorie che si svilupperanno in seguito. Tra i fattori di rischio c'è sicuramente una componente di predisposizione genetica, ma è stato verificato che alcune malattie possono dare origine alle convulsioni più di altre, ad esempio infezioni delle vie respiratorie, l'otite media e la sesta malattia.
Far fronte alla febbre con continua somministrazione di antipiretici non è sempre la cosa migliore da fare.

La febbre di per se non è il problema, anzi la febbre ha un vero e proprio potere terapeutico: è la modalità del nostro corpo di contrastare la malattia. A temperature pari o superiori a 38,5° la probabilità di sopravvivenza di virus e batteri si riduce notevolmente e le sostanze tossiche da essi prodotte vengono espulse più rapidamente tramite la sudorazione.
Possiamo dire quindi che la febbre rispristina l'equilibrio interiore venuto meno con il manifestarsi della malattia, esercita un'azione disintossicante e rafforza le difese immunitarie.
Come spiegato sopra quindi il vero problema non è la febbre, ma la predisposizione alle convulsioni, e in questo caso non si può fare altro che consultare il medico.
Quando invece non c'è predisposizione oppure il bambino ha raggiunto l'età di tre anni senza aver mai avuto episodi convulsivi ci sono ottimi metodi per tenere a bada la febbre alta facendole comunque fare il "suo lavoro".
Avete mai fatto caso che dopo la somministrazione di un antipiretico la temperatura da 39,8° scende addirittura sotto i 37°? Il bambino è un grillo, gioca ed è attivo, ma finito l'effetto del farmaco il bambino torna ad avere la temperatura altissima. Questo perchè si da la possibilità alla malattia di continuare ad evolversi liberamente.
Un buon metodo, per tenere sotto controllo l'aumento eccessivo della febbre e non abusare di farmaci, è l'applicazione di impacchi freddi.  Si utilizza un piccolo asciugamano o un canovaccio immerso in acqua molto fredda e lo si posiziona su fronte, braccia e polpacci. Non appena il panno è diventato caldo si ripete l'operazione.
Non è semplice, lo so bene, spesso il piccolo è sofferente, non vuole lasciarsi toccare e si lamenta. Per gli occhi e il cuore di una mamma è difficile vedere il proprio bimbo in una situazione come questa, ma c'è la consapevolezza che si sta davvero aiutando il nostro cucciolo a diventare forte e sano supportando la capacità di guarigione del suo corpicino. L'impacco freddo non da sollievo immediato, spesso è fastidioso, ma gradualmente abbassa la temperatura ad un livello "di sicurezza": tollerabile dall'organismo senza arrecari complicazioni, ma dando la possibilità al nostro sistema immunitario di continuare a contrastare la malattia. Se in più abbiamo un medico omeopata di fiducia ci potrà consigliare prodotti omeopatici che andranno a supportare questo paziente lavoro di guarigione ed evoluzione. Evoluzione che non potrebbe avvenire se la malattia venisse bloccata e fatta regredire per "star bene subito".