giovedì 31 dicembre 2015

Latte per cuccioli d'uomo

Vorrei dedicare questo post alla mia amica Anna, ma in realtà potrei dedicarlo a mille altre mamme che come lei sostengono quelle che io chiamo "leggende metropolitane" sul latte vaccino.
Su questo alimento ci sono un'infinità di aspetti da considerare nel momento in cui si vuole fare una riflessioni approfondita. Informandosi o parlando tra amiche spesso ci si confronta con convinzioni legate a retaggi culturali e abitudini sbagliate, come ad esempio il rimedio latte e miele per il mal di gola, oppure l'idea che bere latte in menopausa possa aiutare a combattere l'osteoporosi.
Più avanti vedremo perchè queste affermazioni sono errate, ma vorrei iniziare con ordine partendo dal principio, cioè da quando avviene il primo consumo di latte: dalla nascita.
Il latte è l'alimento che una mamma produce per il  suo cucciolo. Ogni cucciolo ovviamente è diverso e non mi riferisco solo al fatto che ogni bambino è unico e diverso dall'altro, ma al fatto che ogni mammifero ha stili di vita e caratteristiche differenti, così l'uomo è diverso dal vitello, dal cucciolo di balena e via dicendo.
Questo la natura lo sa bene per questo motivo fa si che il latte prodotto dalle "mamme" di ogni specie abbia caratteristiche nutrizionali adeguate alle esigenze del proprio cucciolo.
E' interessante notare come il latte di donna abbia una percentuale maggiore di zuccheri rispetto a quello vaccino in cui le proteine superano gli zuccheri, un'altra caratteristica da non sottovalutare è il ph: acido per il latte vaccino, alcalino per il latte di donna.
Un ambiente acido è la situazione ideale per lo sviluppo di infiammazioni e di patologie di vario genere.
Ma quando il cucciolo è autonomo e ormai svezzato, cosa succede?
E' stato rilevato da diversi studi che nell'uomo l'enzima deputato alla digestione del lattosio (zucchero del latte) una volta superata l'età dell'allattamento va man mano scomparendo, rimane attivo solo in alcune persone, questo è uno dei motivi per cui il latte non viene digerito facilmente da chiunque.
Un'altra caratteristica ormai comprovata del latte e dei suo derivati è quella di produrre muco, ebbene si muco! sia a livello intestinale che a livello delle vie respiratorie. Nella stagione invernale, quando i bambini sono spesso costipati e pieni di catarro è bene quindi ridurre questo alimento, se non addirittura eliminarlo. Se vostro figlio è abituato a consumare latte e latticini di vario tipo fate una prova: quando si manifesterà una situazione di catarro che perdura nel tempo provate ad eliminare il latte vaccino, rimarrete stupite dell'improvviso e netto miglioramento.
Ed ora sfatiamo l'ultimo mito: il latte non aiuta le ossa a conservare e fissare il calcio! Anzi un consumo eccessivo provoca al nostro corpo l'effetto opposto: come abbiamo visto nella tabella sopraindicata il latte è ricco di proteine; per metabolizzare e smaltire le proteine nel nostro corpo avvengono processi chimici che richiedono l'utilizzo di sali minerali tra cui il calcio. Questa è una spiegazione semplificata, ma chiarisce esattamente la situazione, il calcio contenuto nel latte viene utilizzato per lo smaltimento delle proteine; nel momento in cui c'è un abuso di latticini il calcio utilizzato viene preso dalle nostre riserve. Quindi se è per questo aspetto che continuiamo a bere latte allora conviene reperire il calcio dagli altri alimenti che lo contengono: semi di sesamo, semi di girasole, mandorle dolci, le verdure a foglia verde ne sono ricche ed in questo periodo se ne trovano a non finire, il prezzemolo è un'altra fonte di calcio e per chi segue un'alimentazione macrobiotica le alghe ne sono ricchissime. 
L'ultima considerazione, ma non meno importante di quelle citate fino ad ora, su cui vorrei fermare la vostra attenzione è l'utilizzo di antibiotici, ormoni e mangimi geneticamente modificati sempre più frequente negli allevamenti intensivi. Tutte queste sostanze sono presenti nel latte che viene munto ed arriva nei nostri frigoriferi.
Il latte ha avuto un ruolo decisamente importante nei periodi di denutrizione, soprattutto successivamente alla prima guerra mondiale; quando si è scoperta la pastorizzazione e la sua conservazione è risultata più semplice ha permesso lo sviluppo e la crescita di bambini malnutriti. Ma al giorno d'oggi non esiste questo rischio, siamo ben lontani da una carestia, ma il consumo di latte è comunque giornaliero per gran parte della popolazione occidentale.
La mia posizione non è categorica e rigida sul latte, non direi a chiunque di eliminarlo completamente dal proprio regime alimentare, il consiglio che sicuramente mi sento di dare è di non abusarne o comunque di limitarne l'uso e accertarsi che il prodotto scelto sia di qualità, e certamente biologico. Però nel caso in cui ci siano problematiche specifiche allora si deve avere la responsabilità di correggere e migliore l'alimentazione per amore della propria salute.